6 mosse efficaci contro gli spifferi: ora le tue finestre saranno a prova di freddo

L’aria fredda che si insinua nelle fessure degli infissi, un evento quasi impercettibile in giornate miti, diventa un problema evidente con l’arrivo dei mesi invernali. Quella corrente gelida che si avverte vicino a porte e finestre non è solo un disagio, ma un segnale concreto di dispersione energetica. La casa si raffredda, il riscaldamento lavora di più e le bollette salgono, un circolo che molti abitanti delle città conoscono bene. Non si tratta solo di finestre datate, anche infissi moderni possono presentare punti deboli se non curati con attenzione nel tempo. La sensazione di freddo, anche con l’impianto acceso, è la prova più tangibile di un isolamento non ottimale.

Mantenere il calore: l’importanza dell’isolamento

Osservare la propria abitazione con attenzione durante i mesi più freddi rivela spesso i punti deboli del suo isolamento. Una corrente d’aria che si percepisce vicino a una finestra o sotto una porta è un indicatore di una disfunzione termica. Questo fenomeno, pur sembrando banale, influisce notevolmente sul comfort domestico e, soprattutto, sui consumi energetici. Gli spifferi non sono soltanto fastidiosi; rappresentano vie di fuga per il calore prodotto dal sistema di riscaldamento, costringendolo a lavorare costantemente per compensare la perdita. Si stima che un isolamento insufficiente degli infissi possa contribuire in misura rilevante ai consumi energetici, talvolta fino a un terzo del totale. Ciò si traduce in bollette più elevate e in un ambiente meno accogliente, una condizione che molti italiani sperimentano ogni inverno. Guarnizioni deteriorate, telai non più perfettamente allineati o crepe nelle strutture murarie attorno agli infissi sono tra le cause principali di questa dispersione. Gli infissi, in particolare quelli installati in abitazioni datate, sono spesso i maggiori responsabili. Con il tempo, i materiali si degradano, perdono elasticità o si deformano, creando spazi attraverso cui l’aria può circolare liberamente. Questo non significa necessariamente dover affrontare spese eccessive per la sostituzione completa; spesso bastano interventi mirati e una manutenzione regolare per ripristinare un adeguato livello di isolamento. La chiave è individuare le fessure da cui l’aria riesce a passare, un passaggio spesso trascurato nella routine di cura della casa. Un fenomeno che in molti notano solo d’inverno, ma che si prepara durante il resto dell’anno.

Identificare e riparare le vie d’aria: azioni pratiche

Per contrastare gli spifferi, il primo passo è identificarne la provenienza. Un metodo artigianale ma efficace consiste nell’avvicinare una fiamma di candela o un foglio di carta leggero ai bordi di porte e finestre: dove la fiamma oscilla o il foglio si muove, lì si trova una fuga d’aria. Una volta individuate le fessure, si possono adottare diverse soluzioni. La regolazione delle cerniere delle finestre rappresenta un’azione utile, spesso sufficiente a ristabilire una chiusura più salda; questa operazione richiede solitamente una chiave a brugola per agire sui meccanismi di regolazione presenti sulle cerniere. Anche le guarnizioni giocano un ruolo essenziale: se appaiono secche, crepate o schiacciate, è il momento di sostituirle. Esistono diversi tipi di guarnizioni, da quelle in gomma a quelle in spugna, che possono essere applicate con facilità per sigillare gli spazi. I paraspifferi autoadesivi o quelli da posizionare sotto la porta sono soluzioni immediate e semplici, sebbene a volte temporanee. Per una maggiore efficacia, si possono considerare sigillanti acrilici o siliconici per le fessure più sottili tra telaio e muro, prodotti che offrono una tenuta più duratura. Un aspetto che sfugge a chi vive in città è l’usura del cassonetto delle tapparelle: spesso non è isolato a sufficienza e permette all’aria di infiltrarsi. In questo caso, l’installazione di pannelli isolanti all’interno del cassonetto può fare un’effettiva differenza nel contenimento del calore. Alcuni optano per l’installazione di una pellicola termica sulle finestre, un strato quasi invisibile che contribuisce a ridurre le dispersioni. Si tratta di piccole modifiche, ma che possono portare benefici tangibili in termini di comfort e risparmio.

Esterni ed efficientamento: soluzioni a lungo termine

Guardare oltre le singole fessure e considerare l’insieme degli infissi può portare a soluzioni più strutturali. Nel lungo periodo, infatti, l’efficienza energetica di un’abitazione passa anche attraverso un’attenta valutazione degli elementi esterni. Le finestre di nuova generazione sono progettate con tecnologie avanzate, come vetri a bassa emissività e telai con profili isolanti, che offrono una barriera molto elevata contro le dispersioni termiche. Sebbene l’investimento iniziale possa essere considerevole, i benefici in termini di risparmio energetico e comfort abitativo sono significativi nel tempo. In diverse città italiane, i bonus energia e le detrazioni fiscali possono supportare queste spese, rendendole più accessibili. Un dettaglio che molti sottovalutano, ma un fattore da tenere in conto per l’efficientamento. In alcuni casi, il problema degli spifferi non risiede solo nello stato degli infissi, ma anche nella qualità dell’installazione originale o nell’isolamento della parete circostante. Se le fessure sono consistenti e permanenti, potrebbe essere opportuno consultare un tecnico specializzato. Questi professionisti possono valutare la situazione nel suo complesso, proponendo interventi più complessi, come l’isolamento aggiuntivo del vano finestra o la sostituzione completa di infissi molto datati. La muffa in casa, un indicatore che in tanti notano con i primi freddi, può essere spesso correlata a un’inefficace gestione dell’umidità e della ventilazione, un aspetto influenzato anche dalla presenza di spifferi che alterano l’equilibrio termico interno. Un approccio combinato, che unisca la manutenzione ordinaria a interventi più mirati, è la strada per garantire un ambiente caldo e confortevole, riducendo significativamente gli sprechi.