Perché dormire male influisce sulla salute? La postura è più importante di quanto sembri

Non sempre ci si accorge di quanto possa cambiare la qualità del sonno, seppure si dia per scontato dormire senza mai svegliarsi. Spesso la chiave sta in qualcosa di semplice, eppure sottovalutato: la postura notturna. Dove si posiziona il corpo durante il riposo incide, non solo in termini di ore dormite, ma soprattutto sull’efficacia con cui il corpo si rigenera. Consideriamo, ad esempio, come il peso si distribuisce, o come il respiro e la circolazione sanguigna si comportano: sono dettagli che spesso sfuggono, ma che giocano un ruolo davvero rilevante nel relax notturno.

A chi vive nelle grandi città, questi aspetti saltano all’occhio soprattutto quando si presentano piccoli segnali fastidiosi: dolori muscolari a volte ricorrenti, stanchezza che non se ne va nemmeno dopo il riposo. Di solito sono conseguenza di una postura sbagliata durante il sonno, con pressioni mal distribuite che creano disagio e intaccano la comodità. Non è quindi un’idea folle pensare a quale sia la posizione che fa davvero al caso nostro, tenendo in considerazione non soltanto il corpo ma anche le nostre abitudini quotidiane e caratteristiche fisiche.

La posizione supina e i benefici per il corpo

Tra le tante opzioni, sdraiarsi sulla schiena risulta spesso consigliato dagli esperti, proprio perché facilita un buon allineamento della colonna vertebrale. In questa maniera, il peso corporeo si distribuisce in modo equilibrato, evitando che certe zone – come schiena bassa e spalle – si facciano sentire troppo, con tensioni che poi si ripercuotono tutto il giorno dopo. Anche il collo, cosa non da poco, si mantiene più naturale, così da limitare dolori e contratture al risveglio.

Chi convive con disturbi respiratori o soffre di apnee notturne – e sono tanti, specie in contesti urbani – può trovare un problema proprio in questa posizione: dormire supini favorisce infatti il rischio che le vie aeree si restringano. È un particolare spesso trascurato, ma che bisognerebbe sempre tenere in mente se si vuole aumentare davvero la qualità del sonno. I professionisti del settore lo ricordano spesso, sottolineando che la scelta della posizione va fatta con più attenzione e non solo per comodità.

Un ulteriore vantaggio che convince molti a preferire la posizione supina riguarda l’aspetto estetico: il viso infatti resta lontano dal cuscino, evitando la formazione di rughe o segnetti che si tracciano sulla pelle. Per chi abita in città – dove il ritmo frenetico non lascia tregua – è un dettaglio che, seppur secondario rispetto al benessere fisico, ha il suo peso nel comfort quotidiano.

Perché dormire male influisce sulla salute? La postura è più importante di quanto sembri
Una donna riposa serenamente su un letto bianco, la postura corretta è cruciale per la qualità del sonno e il benessere generale. – ciclibergamin.it

La posizione laterale e i suoi effetti sul riposo

Dormire su un fianco è la scelta preferita dalla maggior parte delle persone. Questo modo di posizionarsi porta benefici concreti e risolve problemi comuni, tipo il russare. Dal punto di vista del respiro, infatti, migliora l’ossigenazione, riducendo il rumore e il disagio per chi divide il letto. Ne sapranno qualcosa i milanesi abituati a notti caotiche… Poi se si opta per il lato sinistro, il vantaggio si estende anche alla digestione, per via della disposizione naturale degli organi interni.

Pure qui i pro vanno bilanciati con qualche accortezza. Tenere la stessa posizione per troppo tempo può portare a compressioni – fastidiosi dolori che si avvertono su spalle e fianchi – e influenzare negativamente il relax muscolare. Senza dimenticare la circolazione nelle gambe, che può peggiorare, specialmente se ci sono problemi vascolari. Diciamo che, negli ultimi tempi, una valutazione più attenta di questi aspetti è diventata necessaria negli ambienti urbani dove le persone sono più predisposte a questi disturbi.

Nei mesi freddi, poi, si adotta spesso la posizione fetale, con gambe ripiegate: dà quella sensazione di protezione – come spesso accade – che fa sentire al calduccio. Ma non è tutto rose e fiori. Questo modo di stare può limitare la profondità del respiro, impattando sul ritmo del sonno e sull’ossigenazione. Fatto forse meno noto da chi vive in città, ma che conta abbastanza quando si cerca un bilancio tra comfort e salute.

Posizioni da evitare e consigli per una routine di sonno sana

Tra le posizioni meno indicate, senza dubbio c’è quella prona – dormire a pancia in giù. Che piaccia o meno, è abbastanza comune, ma porta con sé torsioni poco naturali al collo e una pressione troppo alta sulla colonna vertebrale. Il risultato? Dolori mattutini e muscoli rigidi. Anche la respirazione ne risente, rendendo frequenti i risvegli durante la notte.

La qualità del sonno, dunque, passa anche dalla scelta del giusto materasso e cuscino. Un materasso che ‘coccoli’ il corpo, con un giusto grado di rigidità, abbinato a un cuscino capace di tenere il collo allineato alla spina dorsale, fa la differenza. Supporta le curve naturali del corpo e limita quei fastidi muscolari che rovinano le giornate.

Oltre alla posizione, conta pure la regolarità degli orari per dormire, e altri elementi forse meno considerati – come la temperatura della stanza e la quantità di luce presente. Sono fattori che, combinati, influenzano davvero come ci si sente al mattino. Insomma, un insieme di accorgimenti – piccoli ma potenti – che fanno la differenza nel benessere fisico e mentale di tutti i giorni.